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ogni tanto

anche i fessi ne dicono una giusta

il post odierno del babbeo riassume chiaramente la dialettica portata avanti da alcuni gruppi trasversali, spiegandone ragioni e metodologie e, naturalmente errori di fondo. Il tutto in poche parole.
Purtroppo tale post, mischiato fra le fregnacce varie del tipo, finisce per perdere di credibilità :-(

Interesante il passaggio

"Altrove sto dibattendo sull'uso infame della parola "genocidio" riferito alle morti in campo palestinese.
Non contesto la gravità di quelle morti, chiaramente, ma contesto l'uso "politico" di una parola che ha
coinciso con eventi inenarrabili come la Shoa' o il massacro degli Armeni.
Contesto l'uso spregiudicato di un termine che si propone con evidenza di creare nel percepito una sorta di "perequazione storica" attraverso un falsificato e falso "assertismo".
In buona sostanza associando la parola genocidio agli israeliani/ebrei  si tenta di operare un qualcosa non dissimile al negazionismo, ovvero si tenta di operare una sorta di "pareggio" con la Shoa in quanto considerata, in parte correttamente, uno dei fondamenti  di quella possibilità realizzata di un focolare nazionale ebraico chiamato Israele.

Il negazionismo lo fa rimuovendo l'esistenza di quell'orrore dalla storia, l'utilizzo della parola genocidio applicata alle vicende in medioriente viene promossa, invece, per rimuovere il peso che i sopravvissuti alla Shoa hanno avuto nella creazione dello Stato di Israele."


http://bloggoanchio.splinder.com/post/12479808/Parlare+d%27altro

Pubblicato il 3/6/2007 alle 8.9 nella rubrica Diario.

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