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Rosa Day

 

Inizia il Rosa Day

oddio, non è proprio un day... piuttosto una settimana; una chicca al giorno.

Per non lasciar delusi gli appassionati di identità altrui, chiarisco subito
che non indicherò nomi, cognomi, indirizzi od altri dati: tali comportameni
in perfetto stile "I Soprano" li lascio ad altri blog.


Interessante piuttosto è la personalità di Rosa: una donna che vive  e realizza
la sua vita al pc, al punto di tenerselo in camera da letto, di fronte al letto...
una donna che usa termini tanto pomposi qanto vuoti ("memi mefitici" - "infezioni
memetiche"  per dirne qualcuno)
quasi a voler colmare l'assenza di contenuti con una forma arcaica, desueta e pomposa.

L'analisi dei suoi post ma soprattutto dei suoi disegni (forme, linee e tratti)
evidenzia una personalità complessa e combattuta.

Rosa è una donna vittima delle figure maschili della sua vita: non mi stupirei
nello scoprire che abita ancora nella casa paterna o, al massimo a poche centinaia di
metri da questa,
Una donna con simili tratti della personalità, necessita di certezze anche nel lavoro e,
quindi, probabilmente, lavorerà alle dipendenze del padre o in un ambiente dove la figura
paterna è presente, di conforto e di riferimento (e poi parlano di nepotismo)

Tuttavia tal lavoro non dovrebbe essere continuativo o legato ad orari e presenze,
probabilmente lavora "a contratto"

Date queste premesse, un eventuale marito potrebbe essere stato scelto con particolare
riferimento alla figura paterna o nell'ambiente lavorativo: un collega suo, del padre
o di entrambi.
Inutle dire che, siffatta scelta inevitabilmente porta alla separazione, presumo quindi
che Rosa sia separata o in fase di separazione.

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Diverso è l'approccio con amici e "onorevoli nemici": deve esserci quel
"minimum set di valori" che tanto ha fato ridere tutti

magari MM svolge un lavoro similare e con Dv condivide la passione per "Star Trekk"

Una Ebrea laica e di sinistra (vedere al riguardo Luca Riccardi: il problema israele)
sicuramente un segno ulteriore di schizofrenia. Sicuramente il marito non è o laico o di sinistra
o ebreo. Non tutte e tre le cose. Sarei propenso ad escludere ebreo.

Tale dicotomia la distrugge: appartenere a due "popoli" oggi così divisi al punto da non
sentirsi mai pienamente l'una o l'altra

Segue

 

Pubblicato il 26/9/2007 alle 18.38 nella rubrica Diario.

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